EMILIANO MORRONE, LOTTA ALLA MAFIA ED EMANCIPAZIONE CULTURALE

SOSTENIAMO LA CANDIDATURA INDIPENDENTE DI EMILIANO MORRONE

nelle liste di Italia dei Valori per il consiglio regionale della Calabria.

-          LOTTA ALLA MAFIA (non solo quella che spara…)

-          TRASPARENZA SULLA GESTIONE DEI FONDI COMUNITARI

-          EMANCIPAZIONE CULTURALE

-          PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

-          IL FUTURO DEI GIOVANI

-          PROGETTI PER EVITARE L’EMIGRAZIONE DI UOMINI E MENTI DALLA CALABRIA

-          LAVORO, NON PRECARIATO

-          DIFFUSIONE INTERNET (adsl): INFORMAZIONE è LIBERTÀ

-          …

…affinché anche in Calabria torni a sentirsi il «fresco profumo di libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale» (Paolo Borsellino)

..molti di voi si staranno domandando se vale la pena inoltrare questa email, tanto un’elezione regionale in Calabria che cosa può importare al resto degli italiani…

La battaglia politica e culturale contro le mafie condotta da Emiliano Morrone in Calabria è importante per tutta l’Italia. Qualche esempio, per capirci subito:

-chi credete che porti nelle nostre città e nelle nostre scuola tutta la droga che arriva dalla Colombia?

L’NDRANGHETA

-dove credete che riciclino tutto il denaro sporco?

AL NORD, LOMBARDIA in primis

-qual è il risultato dell’investimento di miliardi di euro dentro attività imprenditoriali che fanno da copertura o che vengono di fatto comprate dai boss attraverso i prestanome?

LA CONCORRENZA SLEALE, che permette alla borghesia mafiosa di lavorare sotto costo e mandare in crisi gli imprenditori piccoli medi che lavorano onestamente.

-da dove provenivano i rifiuti tossici, industriali e radioattivi smaltiti illegalmente in Campania, nei mari della Calabria e nel Corno d’Africa?

Principalmente dal NORD ITALIA, gestiti dalle mafie.

….e potrei continuare alla lunga. La lotta alla mafia è, insieme alla corruzione, il più grande problema di questo paese, un problema di tutti.

Emiliano Morrone con il prof. Gianni VATTIMO, candidato sindaco a San Giovanni in Fiore nella lista civica ideata da MorroneEmiliano è una persona di grande esperienza, conosce la sua terra e i problemi della gente. La sua candidatura, forte del principio di legalità, sinonimo di trasparenza e meritocrazia, potrà dare concretamente speranza perché vuole spezzare i legami tra classe dirigente e mafia.

Tutto questo è fondamentale in una democrazia in cui i giovani credano ancora di poter avere un futuro e lottare perché non prevalga il silenzio, la sopraffazione e il clientelismo…

APPOGGIAMO la CANDIDATURA di EMILIANO MORRONE

Matteo Trebeschi,

matteotrebeschi@hotmail.it

Il discorso di Emiliano Morrone:

Alcuni riferimenti multimediali:

-          Il sito della campagna elettorale: http://www.emilanomorrone.info/

-          Il giornale on line: La voce di Fiore

-          Il libro inchiesta sulla Calabria dominata dalla ’ndrangheta: La società sparente (download gratuito)

-          Interventi video di Emiliano Morrone

-          Salvatore BORSELLINO, il prof. Gianni VATTIMO e Luigi DE MAGISTRIS appoggiano la candidatura di Morrone.

Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, con Emiliano Morrone: insieme tante battaglie civili contro la mafia

Il discorso di Emiliano Morrone:

“Ho iniziato da poco la mia campagna elettorale. Sono candidato a consigliere regionale della Calabria, da indipendente nella lista di Idv della provincia di Cosenza. Finora ho incontrato giovani, operai, docenti, commercianti, disoccupati, sfruttati, usati; partendo dal mio comune d’origine, San Giovanni in Fiore (Cs).

Un amico, Andrea, impegnato nella battaglia culturale contro mafie, poteri forti e malaffare, è venuto da Verona per aiutarmi. Ha preso due settimane di ferie e, senza interessi, a proprie spese è partito per la Calabria, lavorando intensamente giorno per giorno, sopportandomi con estrema pazienza.

Ho deciso di condurre una campagna elettorale diversa, basata anzitutto sull’ascolto, l’incontro, la proposta dal basso…

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Governo: sì a nuove centrali nucleari. Insorgono opposizione e Regioni

ROMA – “Individuato il percorso per il riavvio del nucleare, i primi lavori nei cantieri dal 2013 e la produzione di energia elettrica dal 2020”. Così Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, presenta il decreto legislativo sul ripristino del nucleare, che ha appena ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri. Il governo rassicura sulla trasparenza e la sicurezza del nuovo provvedimento. L’opposizione è critica e chiede che vengano resi noti i siti delle centrali prima delle elezioni regionali. In Sardegna il Partito democratico è pronto alle barricate: la regione deve rimanere denuclearizzata.

Il Consiglio dei Ministri, ottenuti i previsti pareri, ha approvato il decreto legislativo che individua il percorso da seguire per riavviare il nucleare. I siti potranno essere indicati dalle imprese. L’autorizzazione per la realizzazione e l’esercizio di ogni singolo impianto prevede il coinvolgimento delle Regioni interessate. Le popolazioni e gli enti locali godranno di benefici economici e misure compensative, come la riduzione della spesa energetica e sgravi fiscali. Tali costi sono a carico dei soggetti coinvolti nella costruzione degli impianti nucleari. Lo smantellamento degli impianti a termine esercizio è affidato a Sogin, Società Gestione Impianti Elettronucleari S.p.A. costituita nel 1999 attraverso il decreto Bersani. Sarà creato un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari.

Anche il ministero della Difesa potrebbe svolgere un ruolo nella costruzione e gestione di centrali nucleari. La neonata società Difesa Spa potrebbe realizzare impianti nucleari e sfuggire alle autorizzazioni degli enti locali.

Il provvedimento “si caratterizza per la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell’ambiente”, afferma il ministro Scajola. Gli fa eco Stefania Prestigiacomo, del dicastero dell’Ambiente. “Una scelta, in tutto e per tutto, contraria alle logiche del mercato, afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Partito democratico. L’aumento dei costi dell’energia ricadrebbero proprio sulle tasche degli italiani, che già oggi ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare.

“Promuoveremo un referendum”, attacca Paolo Cento, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà. Tutta l’opposizione chiede al governo di rendere noti i siti idonei alla costruzione delle centrali prima delle elezioni regionali di marzo. L’altro fronte di resistenza è quello delle Regioni: 11 amministrazioni sono ricorse alla Corte Costituzionale. Favorevoli Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. “Siamo già autosufficienti, dichiara il governatore Formigoni, ma non escludo che possano sorgere centrali nucleari” in Lombardia.

‘Sempreverde’: navigate in un’altra Milano, quella verde.

Il blog di Luigi  Franco, giornalista praticante

Nel ventunesimo secolo non si può non occuparsi di ambiente. Ci riguarda tutti e dobbiamo almeno informarci. Si può prendere spunto da Sempreverde, il blog di Luigi Franco che si occupa di ambiente, energia, urbanistica e, naturalmente, Milano.

Non costa fatica navigare sul sito, c’è un buon mix di testo e fotografie che si alternano. Un lungo pezzo dedicato ai Navigli milanesi è il più interessante tra i post pubblicati. Un reportage costruito di persona, non pescando dalla rete: una rarità nel mondo dei blogger. Le foto dei Navigli mostrano una Milano diversa, piacevole, armonica, ecologica. Per la vivibilità della città Franco ha scritto vari post di denuncia. Lo smog è un tema ricorrente, ma non c’è nessun link al partito dei Verdi. Da buon giornalista, Franco scrive dei fatti, astenendosi da condizionamenti politici. Almeno in modo esplicito. La formazione da ingegnere gli permette di interpretare con facilità Architettura e Urbanistica. In questa sezione, però, ci aspetteremmo più di due pezzi.

Sempreverde non si occupa soltanto del capoluogo milanese. Franco scrive di Amazzonia, del protocollo di Kyoto, dell’inquinamento statunitense. Manca una recensione al documentario di Al Gore, Una scomoda verità. E’ fondamentale scrivere della responsabilità umana sulle emissioni di gas serra. Una sola volta non basta. I blogger dovrebbero stimolare il dibattito pubblico, soprattutto dopo il fallimento di Copenaghen.

Ambiente, energia e colore. Così Franco riassume il suo blog. Visitatelo. Ogni navigante si troverà a casa: appena aprite il sito, trovate la foto di un fiume che scorre leggero in mezzo a un bosco. Cosa state pensando? E’ un invito alla navigazione.

Matteo Trebeschi

In uscita “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” di Jonathan Safran Foer

Tra poco uscirà l’ultimo libro di Jonathan Safran Foer

"Se niente importa. Perchè mangiamo animali?"

Il saggio dimostra che dietro il vegetarianesimo c’è spesso una riflessione profonda. Chi sceglie questa ‘strada’ segue coerentemente un certo stile di vita. Mettere in discussione il sistema degli allevamenti intensivi significa riconoscere un elemento malato della società consumistica, che spesso produce inconsapevolmente cose di cui non ha bisogno (tantissima carne nelle nostre diete) e si convince che è ‘normale’.

Chi se ne importa se stiamo tornando alla concezione cartesiana che l’animale è una macchina?!

Oggi la scienza dice che gli animali soffrono, sentono il dolore, ma allo stesso tempo abbiamo creato un sistema industriale di macellazione: una catena di montaggio che non si preoccupa del dolore che produce e della mancanza di dignità con cui si allevano gli animali.

Cibo per una crescita sostenibile. Intervista a Jeremy Rifkin

Dicono che l’informazione sia sufficiente per cambiare le cose.
Io propongo una sfida. Tutti noi vorremmo eliminare la fame nel mondo.
Ma ci sentiamo impotenti di fronte ad un problema così grande. Se qualcuno ci dicesse:
“Se tutti gli uomini fossero vegetariani, riusciremo ad avere abbastanza cibo per tutti”, noi cosa faremmo? Sareste disposti a rinunciare alla nostra dieta tradizionale in cambio di questo grande risultato?
Leggete l’intervista del Sole24ore a Jeremy Rifkin, che spiega quanto l’allevamento intensivo di milioni di capi di bestiame incida sull’emissione di anidride carbonica.
Copenaghen sta fallendo, noi possiamo ridurre l’inquinamento cominciando dalla nostra tavola.  Basta l’informazione per cambiare? Sapere è potere?

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