Proprio lungo la strada che stavano percorrendo erano state sepolte tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici. Nello sterrato della strada, sotto l’asfalto, o in fosse scavate negli uadi che la affiancavano. Gli uadi: torrenti secchi che si riempivano soltanto al tempo delle piogge. E le piogge avrebbero poi sparso il veleno nella falde. Di questo nulla importava a coloro che intascavano profitti enormi libernadosi dei rifiuti in modo clandestino…
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La conferma che i miliziani somali ricevevano armi dall’Italia. Le armi che riempivano di cadaveri città e villaggi le portavamo noi. E in cambio di che cosa, poi? In cambio di soldi e rifiuti.
(dal libro CARTE FALSE, a cura di Roberto Scardova, L’inchiesta che non si doveva fare)
Conferenza stampa oggi alle 15 alla Camera dei deputati.
ILARIA ALPI: ORLANDO, VOGLIAMO VERITA’ E GIUSTIZIA.
(ANSA) – ROMA, 9 GIU – “Vogliamo giustizia e verità per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Troppi depistaggi e ombre pesano sul loro assassinio, a distanza di 16 anni da quel tragico 20 marzo 1994. Le ombre riguardano anche la presenza di servizi segreti deviati che hanno ostacolato le indagini. Le due commissioni parlamentari d’inchiesta non hanno fatto luce su mandanti ed esecutori materiali”. Lo afferma in una nota il portavoce nazionale dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando che domani, alle ore 15.00 parteciperà alla conferenza stampa, che si svolgerà alla Camera, di presentazione della XVI edizione del premio Ilaria Alpi.
“Ci sono importanti elementi per aprire un nuovo processo di revisione che ha portato alla condanna di Hashi Omar Hassan – aggiunge Orlando – unico finora ad essere stato condannato per il delitto Alpi-Hrovatin, in quanto il suo principale accusatore, detto Gelle il 23 novembre sarà processato per calunnia. Chi sono i mandanti e chi ha ucciso i due giornalisti italiani? Chi è che non vuole la verità? Giorgio e Luciana Alpi attendono ancora una risposta”.