Meno intercettazioni, meno sicurezza.

Il disegno di legge sulle intercettazioni approda al Senato. Le limitazioni all’utilizzo delle intercettazioni preoccupano l’opinione pubblica. Negli ultimi anni grazie a questo strumento d’indagine i magistrati hanno istruito vari processi, tra i quali, per esempio:

  • Crac Parmalat
  • Cirio
  • Processo Santa Rita (malasanità)
  • Calciopoli
  • scalate illegali ad Antonveneta, Rcs-Corriere della Sera, Bnl
  • numerose indagini per MAFIA
  • etc…

Con il nuovo disegno di legge, gli inquirenti non potranno più intercettare nessuno dopo 75 giorni di ascolto. Sempre che ci arrivino. Se dopo un mese non emergono novità nelle indagini, bisogna staccare la spina. Non si intercetta più. E la tanto sbandierata sicurezza degli italiani? Nei reati sopramenzionati non c’è nemmeno un clandestino implicato, con buona pace della Lega Nord. E’ tutto made in Italy. E allora come funzionerà? Lo abbiamo chiesto a un giudice di grande esperienza, Piercamillo Davigo, consigliere della Corte di Cassazione.

Anche per i giornalisti le restrizioni alla pubblicazione di atti non più coperti dal segreto istruttorio aumentano. Si rischiano grosse multe. La Federazione nazionale della Stampa preannuncia uno sciopero e anche la possibilità di chiamare in causa Strasburgo.

La Corte europea, ricorda oggi il Corriere della Sera, ha già condannato Francia, Belgio e Gran Bretagna in base al principio che “la libertà di stampa prevale sulla riservatezza”.

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