Tra poco uscirà l’ultimo libro di Jonathan Safran Foer
Il saggio dimostra che dietro il vegetarianesimo c’è spesso una riflessione profonda. Chi sceglie questa ‘strada’ segue coerentemente un certo stile di vita. Mettere in discussione il sistema degli allevamenti intensivi significa riconoscere un elemento malato della società consumistica, che spesso produce inconsapevolmente cose di cui non ha bisogno (tantissima carne nelle nostre diete) e si convince che è ‘normale’.
Chi se ne importa se stiamo tornando alla concezione cartesiana che l’animale è una macchina?!
Oggi la scienza dice che gli animali soffrono, sentono il dolore, ma allo stesso tempo abbiamo creato un sistema industriale di macellazione: una catena di montaggio che non si preoccupa del dolore che produce e della mancanza di dignità con cui si allevano gli animali.

Pubblicato da weird81 in 05/02/2010 alle 00:04
Se Safran Foer parla di vegetarianesimo come di memoria, io smetto di mangiare carne e pesce!
Pubblicato da Pietro Melis in 10/02/2010 alle 17:58
Il mio prossimo libro IO NON VOLEVO NASCERE (sotto titolo: una vita disperata senza certezze) ripropone la questione del vegetarianesimo sulla base del diritto naturale, che, in quanto naturale, non può essere della sola natura umana. Massacro le religioni ebraica, cristiana e islamica e la filosofia contemporanea (tutta antropocentricamente basata sulla paccottiglia dei valori morali, che non esistono perché esiste solo il diritto naturale, come diritto all’autoconservazione, anche del predatore). Bisognerebbe dimostrare che l’uomo è stato strutturato come animale carnivoro. La scienza dice di no. L’esistenza in salute dei vegetariani ne è una conferma.
Pubblicato da Carnivoro o Vegetariano? La conversione di Jonathan « KILOMETRO ZERO. Riflessioni a filiera corta in 24/02/2010 alle 16:45
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